Personaggi dell'antica Lucania: Ippaso di Metaponto
oggi
faremo la conoscenza di uno dei più importanti filosofi che mosse i suoi passi
all’interno della Magna Grecia, Ippaso
da Metaponto.
Prima,
però, di addentrarci nella sua vita e nelle sue opere, facciamo una breve
cornice spazio-temporale per ben capire il contesto in cui il nostro
protagonista si mosse, permettendoci di fare un ulteriore salto di circa due
secoli rispetto al nostro ultimo incontro.
Dove e in che periodo ci troviamo?
Siamo
a Metaponto [1],
in Magna Grecia, tra il VI e il V secolo a. C. in una Lucania ancora abitata da
Enotri, Coni e Peukentiantes (i lucani arriveranno molto dopo). In questo
stesso periodo a Roma viene cacciato l’ultimo re, Tarquinio il Superbo, e viene
instaurata la repubblica e a Crotone Pitagora fonda la sua scuola.
Chi
è Ippaso da Metaponto?
Sulla
sua vita, sappiamo che nacque nel 530 a. C. a Metaponto e morì nel 450 a. C. a
seguito di un naufragio. Fu uno dei maggiori esponenti della scuola pitagorica
e capo degli acusmatici. Pare che ebbe, come afferma Aristotele, tra i suoi allievi il filosofo Eraclito
Il
suo nome viene legato alla scoperta dei numeri irrazionali a seguito del calcolo
della radice quadrata di 2 - che è appunto un numero irrazionale. A ciò si
aggiungono gli studi sul dodecaedro e sulla sua iscrivibilità in un cerchio.
Venne
condannato dai pitagorici a seguito della divulgazione delle nozioni sul dodecaedro
all’esterno della scuola e per questo motivo gli eressero una stele funeraria
quando era ancora in vita.
Bibliografia
Abbagnano
N. – Fornero G., “Protagonisti e testi della filosofia”, vol I, Pardia, Milano
1999.
Aristotele,
“Metafisica” (a cura di G. Reale), Bompiani, Milano 2000.
Braccesi
L. – Raviola F., “La Magna Grecia”, Il mulino, Bologna 2008.
Esposito
C. – Porro P., “Filosofia antica e medievale”, ed. Laterza, Roma – Bari 2009.
Giamblico,
“Summa Pitagorica” (a cura di Francesco Romano), Bompiani, Milano 2012.
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