La storia in un ciak: "Il mestiere delle armi" di Ermanno Olmi (2001)
Cari lettori,
il film che analizziamo oggi è il
lungometraggio “Il mestiere delle armi” del 2001 di Ermanno Olmi.
La trama
Aspetti ed errori storici
Questa battaglia fu importante perché
permise ai lanzichenecchi di arrivare fino a Roma e di saccheggiarla nel 1527.
Inoltre fu l’ultima battaglia del nostro capitano di ventura, il quale morì di
cancrena il 30 novembre 1526, dopo essere stato colpito ad una gamba da un
proiettile di falconetto (un piccolo cannone da campo).
Inoltre Giovanni diede all’archibugio
un ruolo centrale sul campo di battaglia in quanto mise l’archibugiere su di un
cavallo rendendo le manovre più veloci.
Gli errori storici, che si possono
annoverare, sono:
1) 1 - Nel
film si riduce la battaglia di Governolo ad un’imboscata.
2) 2 -Il
falconetto non era un’arma a retrocarica.[2].
3) 3 - L’operazione
di amputazione avvenuta senza anestesia, questo più che un errore è un fatto
singolo legato alla tempra del protagonista del film[3].
Il film è disponibile su Youtube. Buona
Visione
Per approfondire
https://storiarmichepassione.weebly.com/i-primi-sistemi-di-ricarica.html
https://www.aereimilitari.org/forum/topic/9215-la-gloriosa-artiglieria-di-secolo-in-secolo/
https://www.scuoladiartiglieria.it/a_asso/Conferenze/2007_Storia_Arma_Artiglieria.pdf
https://www.studiobalisticoforense.it/storia-delle-armi-da-fuoco/
https://www.afom.it/wp-content/uploads/medicina-medievale-terapie-erbe.pdf
http://www.balestrieridelmandraccio.it/faq-item/medicina-medievale/
Giovanni
dalle Bande Nere - Palio delle contrade di San Secondo Parmense
Lorenzo Manara, “Giovanni delle Bande Nere: diavolo della
battaglia” in Giovanni
delle Bande Nere: diavolo della battaglia
[1] Il nome delle bande nere si deve
non alle armature imbrunite, ma agli stendardi che da bianchi e viola divennero
neri in seguito alla morte di papa Leone X.
[2] Sebbene esistessero il loro uso
non era rivolto alle azioni belliche in quanto erano ritenute poco efficaci in
quanto la tecnologia dell’epoca non aveva ancora risolto il problema della
dispersione di gas al momento dello sparo
[3] Pietro Aretino descriva
personalmente che l’operazione di amputazione della gamba di Giovanni de I
Medici fosse avvenuta senza anestesia, questa risulta essere un fatto unico e
raro in quanto i cerusici dell’epoca utilizzavano diverse piante, come l’oppio,
o lo stesso alcool per stordire o addormentare i pazienti al fine di operare al
meglio.

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