Personaggi dell'antica Lucania: Marco Lamponio e Tiberio Clepizio
Cari lettori,
oggi faremo la conoscenza di quello che fu uno degli ultimi [1] esponenti dell’antica Lucania, prima che quest’ultima venisse definitivamente romanizzata, cioè del comandante lucano Marco Lamponio. Prima di entrare all’interno della sua vita e delle sue gesta, facciamo una breve cornice spazio-temporale per poter meglio capire il nostro personaggio.
In che periodo ci troviamo?
Siamo
in piena età repubblicana e Roma è impegnata a gestire in prima battuta la guerra sociale
(91a.C.–88 a.C.), conflitto che vide schierati da un lato la repubblica di
Roma e dall’altro un’alleanza di tutti i popoli italici, che chiedevano la
cittadinanza romana; tale guerra si concluderà con la vittoria romana. In seconda battuta, invece, sarà impegnata nella guerra civile (83 a.C. - 82 a.C.) che vedrà contrapporsi Mario e
Silla (la guerra finì con la vittoria di Silla, nella battaglia di Porta
Collina, nel 82 a.C.); ed è in questo lasso di tempo che si svolge la storia del nostro protagonista.
Chi è Marco Lamponio?
Sulla sua vita non abbiamo molte informazioni in quanto le notizie che lo riguardano si intrecciano prettamente con le vicende della guerra sociale e poi di quella civile romana. Sappiamo che fu un pretore confederato durante la guerra sociale.
Sulle sue gesta sappiamo che nel 90 a. C. sconfisse e imprigionò a Grumentum Publio Licinio Crasso (la città venne poi ripresa dai romani l'anno successivo); che tentò, insieme a Tiberio Clepizio, la presa di Reggio, tra l'87 a. C. e l'83 a. C, con lo scopo di farla diventare il punto di partenza per le incursioni in Sicilia e che partecipò, comandando 80.000 soldati, alla battaglia di Porta Collina, avvenuta tra l’1 e il 2 novembre dell’82 a.C., ed è qui che venne catturato e giustiziato. La sua testa fu inviata a Preneste (città schierata con la fazione di Mario) come monito, anche se tale versione pare essere un falso, come attesta Racioppi nel suo testo. In realtà, la sua morte risulta ignota, infatti pare che riuscì a fuggire.
Bibliografia
Racioppi G., “Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata”, Loescher, Roma 1889.
Pareti L. - Russi A., "Storia della regione lucano - bruzzia nell'antichità", Edizioni di storia e letteretatura, 1997.
Appiano, "le guerre civili", ed. Molina, Milano 1830.
Bozza A., "La Lucania", ed. Torquato Ercolani, Rionero, 1880.
Sitografia
Pisani
L., “Marcus Lamponius, un condottiero dimenticato”, in www.talentilucani.it
Pisani L., "I guerrieri della luce che diedero il nome alla Lucania", in https://www.lecronachelucane.it/
"La guerra sociale (91 - 88 a. C.)" in www.romanoimpero.com
Proloco Città di Reggio Calabria - La storia, in www.prolocoreggiocalabria.it
[1] Oltre a
Marco Lamponio, le fonti citano anche un certo Tiberio Clepizio su cui sappiamo che militò nelle legioni di L. Licinio Lucullo e che fu in Sicilia nel 103 a. C. al seguito delle stesse e che con il nostro protagonista fecero diverse incursioni nel Brutium tentando, tra l'87 a.C. e l'83 a.C., la presa di Reggio, città fedele ai romani, con lo scopo di renderla la base di appoggio per le incursioni in Sicilia.
[2] I lucani
erano un popolo diviso in diverse tribù confederate tra di loro (tale forma di
governo è testimoniata dalla presenza di un’unica moneta il LOUCANOM), che si
governavano democraticamente attraverso magistrati eletti dalle oligarchie e
che solo in caso di guerra o di pericolo eleggevano un dittatore o più propriamente un embratur.
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