Personaggi dell'antica Lucania: Aresa di Lucania, Esara di Grumentum e Polo Lucano
oggi
faremo la conoscenza di tre filosofi pitagorici della Lucania antica: Aresa di Lucania, Esara di Grumentum e Polo
Lucano. Prima di entrare, però, nelle loro vite e nelle loro opere facciamo
una breve cornice spazio-temporale che ci permetterà di capire il contesto in
cui i nostri protagonisti vissero.
Dove e quando ci troviamo?
Siamo tra il VI e V secolo a.C. in un periodo che vede da un lato la nascita della repubblica romana e la successiva conquista del Lazio da parte dei romani e dall’altro lato la discesa dei lucani, nella Magna Grecia, in quella che sarà poi la Lucania e l’iniziale convivenza con la popolazione locale.
Chi sono Aresa di Lucania, Esara di Grumentum e Polo lucano?
Su Aresa di Lucania sappiamo che visse tra il VI e V secolo a. C. Oltre al nome, sappiamo che sopravvisse alla rivolta di Cilone che causò la fuga di Pitagora da Crotone e che tempo dopo riaprì la scuola pitagorica nella stessa Crotone e ne assunse la direzione e ammise nella stessa, per mancanza di allievi, Diodoro di Aspendo, che poi divulgò le teorie pitagoriche in Grecia. A lui venne inizialmente attribuito un frammento “Sull’anima dell’uomo”, che poi venne successivamente riattribuito a Esara di Grumentum.
Su
di lei sappiamo solo che visse tra il IV e il V secolo a.C. e che apparteneva
ad una nutrita schiera di filosofe pitagoriche e che le fu attribuito la
maternità del frammento “Sull’anima dell’uomo”.
«Pare a me che la natura
dell'uomo debba servire di regola alla legge del diritto, alla casa e alla
città; imperocché esaminandola bene, in essa se ne troverebbero basi.
Avvengacché in essa si rinvenga la legge ed il diritto, essendo l'uomo adorno
di anima raziocinante. Doppoiché essendo l'anima fornita di tre qualità o
potenze, presiede a tre diverse operazioni, e le manifesta colla prudenza, con
la fortezza e con l'amore congiunto a benevolenza. E queste operazioni
avvengono in tale maniera inverso le cose tutte; che la potenza principale
ordina, la potenza inferiore eseguisce, e l'intermedia poi in parte comanda ed
in parte obbedisce (...).»
(Frammento
dalla collezione di Giovanni Stobeo, nella traduzione di Angelo Bozza)
Come
per Esara di Grumentum, anche per Polo Lucano le informazioni sulla sua vita
sono scarse. Sappiamo che fu un pitagorico e che visse nel V secolo a.C. e che
Giovanni Stobeo gli attribuì un frammento “Sulla Giustizia”.
“…A me sembra che la
giustizia, pel genere umano, debba tenersi madre e nutrice di tutte le altre
virtù poichè chi non pratica con essa non può divenir temperante nè può
acquistar prudenza e fortezza: e certo l'armonia e la concordia delle qualità
dell'anima non può essere discompagnata dalla giustizia. La di lei bontà,
inoltre, si renderà più evidente, se vorrem considerare le altre abitudini;
queste risultano soltanto a vantaggio ed uso particolare ed individuale; ma la
giustizia è di giovamento alle moltitudini ed a tutto il complesso delle cose.
Così, per volere espresso degli Dei, occupando la giustizia il primo posto
nell'universo, vien chiamata provvidenza ed armonia; nelle città meritamente è
detta pace ed equità; nella casa riceve nome di concordia scambievole fra
marito e moglie; di benevolenza quando dai servi ai padroni, e di benignità da
questi verso i servi; e nel corpo la chiamiamo sanità e perfezione delle
membra. Inoltre ornando l'anima diviene saggezza, e si acquista dagli uomini a
mezzo della scienza e della giustizia. Quando adunque siffatta virtù avvien che
investa e moderi il tutto insieme alle singole parti simultaneamente e li
conservi in concordia; perchè non dovrem dire ad unanimità; che sia essa madre
non solo a tutte le virtù, ma ed anche alla universalità delle cose? ...”
(Frammento dalle collezioni dello Stobeo nella
traduzione di Angelo Bozza)
Bibliografia
Bozza A., “La Lucania”,
ed. Torquato Ercolani, 1880.
Braccesi L. – Raviola F.,
“La Magna Grecia”, Il mulino, Bologna 2008.
Giamblico, “Summa
Pitagorica” (a cura di Francesco Romano), Bompiani, Milano 2012.

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